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Piombo PDF Stampa E-mail

La fonte più comune e più importante di piombo (Pb) rimane l'inquinamento da traffico (scarichi dei motori a benzina con piombo). Tra le altre fonti ricordiamo le sigarette (se le piante di tabacco sono trattate con arseniati di piombo a fini insetticidi), i vegetali e gli ortaggi coltivati in zone ad alto traffico automobilistico. L'acqua di rubinetto può contenere piombo (la legge ammette fino a 0,05 mg/l per le acque potabili).

Il piombo può essere assorbito per via cutanea (scarsamente), per via intestinale (poco rilevante, circa un decimo dell'apporto giornaliero che è di 120-350 nanogrammi) e per via respiratoria (decisamente più importante, dal 30 al 50% di quello inalato) e in particolare nei bambini.

Il piombo si deposita nell'organismo, nel rene, nel fegato, nel cervello e nelle ossa; in queste ultime viene praticamente isolato e non esercita quindi, fino a che non viene rilasciato, effetti tossici. Il piombo passa la barriera placentare raggiungendo così il feto, la cui sensibilità è di 40 volte superiore a quella dell'adulto.

Adeguate quantità di calcio e ferro nella dieta sembrano limitare la possibilità di assorbire il piombo.

I maggiori danni si verificano nei bambini, dove il piombo determina sovraeccitamento, difficoltà di concentrazione e memorizzazione, danni cromosomici e diminuzione delle resistenze alle malattie infettive. Nell'adulto può determinare stipsi, coliche addominali e anemia.

È evidente che il più importante mezzo terapeutico è la prevenzione, attraverso il controllo dell'inquinamento. Poiché le fonti sono ambientali, la prevenzione individuale non riveste particolare interesse, mentre è rilevante quella sociale.

L'analisi mineralografica consente di poter intervenire eventualmente prima che si manifestino i segni di un'intossicazione acuta. La terapia deve essere seguita con attenzione se esiste il rischio di liberare grande quantità di piombo dal tessuto osseo. Ad esempio è importante assicurarsi, soprattutto nei bambini, che vi sia un adeguato apporto di calcio, che è un antagonista selettivo del piombo.

Un eccessivo apporto di vitamina D può essere nocivo, nella misura in cui si viene a determinare una carenza relativa di calcio.

La terapia si avvale di diversi rimedi, in relazione agli obiettivi. Antagonisti diretti del piombo, che riescono a sostituirsi ad esso, sono il calcio e lo zinco (500-1000 mg per il primo e 30-80 mg per il secondo). Per legare il piombo si possono utilizzare anche l'alga kelp o le leguminose. Per i danni nervosi si può assumere lecitina, che esercita una azione protettiva sulla guaina che riveste i nervi. Esercitano invece azione antitossica generale le vitamine del gruppo B e le vitamine A e C.