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Cadmio PDF Stampa E-mail

Il cadmio (Cd) viene usato nella produzione di colori (giallo e rosso), in molte leghe e nella produzione di batterie.

Quasi tutti gli alimenti contengono in misura variabile cadmio per effetto della contaminazione ambientale. In particolare viene rilevato nei pesci e nei molluschi. Nei cibi raffinati la sua presenza è costante, mentre è diminuita, per effetto del processo di raffinazione, quella di zinco, cromo, manganese, ferro, rame. La sua presenza acquista quindi un peso relativo maggiore.

È presente nelle sigarette e nei gas di scarico, nella combustione della plastica, nell'acqua (tubature, in particolare quelle galvanizzate o in plastica nera) e nei fertilizzanti fosfati.

Il cadmio può essere assorbito per qualsiasi via. Il suo assorbimento intestinale è nettamente più alto in carenza di zinco, suo minerale antagonista, condizione frequente negli alimenti normalmente consumati. Non passa la barriera placentare, ma può bloccare e ridurre il passaggio di zinco e rame, essenziali per lo sviluppo del feto. Una carenza di ferro può determinare un aumento della quantità di cadmio assorbito.

È un minerale estremamente tossico, secondo alcuni autori circa mille volte più tossico del piombo, al quale si avvicina dal punto di vista tossicologico, cioè per quanto riguarda gli effetti sull'organismo umano. Determina alterazioni cardiovascolari e ipertensione e il suo eccesso cronico può determinare sintomi variabili come iperattività (nel bambino), cefalea, perdita di appetito, caduta dei capelli, epatite tossica, diarrea, anemia, deficit immunologici e renali.

La prevenzione si avvale di misure di controllo sull'inquinamento ambientale, ma anche di misure di prevenzione individuale come l'astensione dal fumo e un adeguato apporto di zinco. La terapia infatti si avvale principalmente dello zinco, in presenza del quale la quantità di cadmio assorbita è minore per un meccanismo competitivo. Inoltre questo antagonismo è presente anche all'interno dell'organismo.

Le dosi terapeutiche d'attacco in caso di eccesso di cadmio rilevato al mineralogramma sono di 50-100 mg di zinco/die, poi riducibili ad una somministrazione giornaliera adeguata al riscontro dei controlli successivi del mineralogramma.

Altri presidi utilizzabili sono la vitamina C come disintossicante, la vitamina B6 alle dosi di almeno 100 mg/die, gli aminoacidi solforati e le leguminose.