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Sebbene lo stagno (Sn) possa essere considerato un elemento tossico, che nella sua forma organica provoca lesioni del sistema nervoso centrale (mielinopatie e degenerazione spugnosa), recenti studi sembrano mettere in evidenza, a concentrazioni molto basse, un suo ruolo fisiologico: la sua carenza sperimentale provoca alterazioni nella crescita e nella concentrazione di diversi minerali negli organi.
D'altra parte il suo eccesso interferisce col metabolismo di zinco, rame e calcio, attraverso modificazione dell'attività di alcuni enzimi.
Non esistono studi sui range di normalità e di sicurezza relativi all'assunzione di stagno nella dieta. L'eliminazione urinaria superiore a 100 mg/die sembra indicare un eccesso di introduzione.
L'assorbimento e la ritenzione di stagno per via orale non sembra tuttavia elevata e l'eliminazione per via fecale è un efficiente meccanismo di compenso nel caso di introduzione eccessiva.
La fonte principale di stagno alimentare è rappresentata dai cibi inscatolati.
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