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Intossicazione da metalli pesanti: quali esami effettuare? PDF Stampa E-mail

Nella società di oggi è difficile evitare completamente gli inquinanti e l'esposizione ai metalli tossici che, anche in piccole quantità, possono portare a un accumulo cronico nell'organismo.

Gli esami del sangue, delle feci, delle urine e il mineralogramma del capello, con indicazioni e caratteristiche differenti, sono i sistemi più utili per valutare l'accumulo di metalli pesanti, il rischio di tossicità e le possibili fonti di esposizione per fornire al medico indicazioni utili per la prevenzione e il trattamento delle intossicazioni da minerali tossici.

La ricerca dei metalli pesanti a livello ematico fornisce indicazioni esclusivamente in caso di esposizioni acute di una certa gravità ed è utile solo a brevissimo termine. I metalli pesanti vengono rimossi rapidamente dal sangue e penetrano nei tessuti: proprio per questo dopo poche ore dall'esposizione acuta non è più possibile rilevarne la presenza a livello ematico.

L'esame dei minerali nelle feci permette di indagare i livelli di esposizione tossica derivante dal cibo, dall'acqua e da eventuali integratori o farmaci assunti. Può essere molto utile per valutare la qualità del cibo che si sta mangiando e per ricercare una possibile fonte di intossicazione ma non fornisce alcuna indicazione su un eventuale accumulo di minerali tossici nell'organismo.

La ricerca dei metalli nelle urine può essere eseguito con due differenti modalità. Il test basale fornisce indicazioni simili all'esame ematico e risulta alterato solo quando si è sottoposti a un'esposizione acuta molto recente. Molto più utile l'esame delle urine post terapia chelante, che permette di valutare il livello di metalli tossici accumulati nell'organismo e la risposta alla terapia di chelazione.

Per finire il mineralogramma (valutazione effettuata su un semplice campione di capelli del soggetto da esaminare) consente di monitorare la carenza e l'eccesso dei più importanti oligoelementi e permette di valutare accumuli cronici di metalli tossici anche di minima entità. Il dosaggio dei minerali nel capello, a differenza di quello sul sangue e sulle urine, è poco soggetto a fluttuazioni e permette di stimare l'esposizione ai metalli tossici negli ultimi 3-4 mesi.

Da anni Driatec collabora con medici e biologi nutrizionisti fornendo, a seconda delle necessità, i diversi test diagnostici utili per inquadrare il problema e guidare il paziente a una prevenzione ragionata o in caso di intossicazione nel processo di guarigione monitorando l'efficacia della terapia.